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In rilievo

E' ora di ripensare la Polizia..

Preg.mo Sig. Segretario Generale,

so di sfondare una porta aperta nel lamentare una condizione, per ciò che attiene l'organico della Polizia di Stato in questa provincia, ormai al limite del collasso. Forse non sarà peggio di altre, ma certamente non giustifica quello che siamo costretti a vivere in assenza di un serio ripianamento. Mancano centinaia di unità all'appello e nessuna certezza all'orizzonte. Le quiescenze ormai superano abbondantemente ed in misura crescente ed esponenziale i nuovo arrivi. Le lunghe assenze per malattia, vere o presunte, e le immutate esigenze operative, unitamente alle accresciute esigenze burocratiche e alle moltiplicate esigenze di Ordine Pubblico, poi, incidono inesorabilmente sulla mole di lavoro del personale rimanente... (segue)

Tuttavia, considerato che non mi risulta sia prevista a breve una seria politica che inverta la tendenza sin qui appalesata, né potendo assistere inerme allo sfascio di intere strutture storicamente autosufficienti, come le specialità, in particolare la Polizia Stradale, la Polizia Postale e delle Comunicazioni e la Polizia Ferroviaria, da tempo immemorabile sofferenti di una emorragia di personale al limite della funzionalità, chiedo che venga portata all'attenzione del Nostro Onorevole Ministro dell'Interno, del Capo della Polizia e dei vertici del Dipartimento, la necessità di rimodulare l'organizzazione dei predetti Uffici.

In un ottica di risparmio, invero, non si può non tener conto dello spreco di risorse umane, oltreché economiche, che comporta il mantenere separati fisicamente e talvolta  amministrativamente i vari uffici. Duplicazioni di Sale Operative, Corpi di Guardia, Centralini, Segreterie, Uffici Tecnico Logistici, Automezzi etc. etc..

La stessa politica intrapresa per le Contrattazioni Decentrate ha di fatto reso obsoleta la storica competenza interprovinciale dei famosi Compartimenti. Tant'è che i relativi Dirigenti si sono trovati a dover far passare richieste locali non sempre in armonia con il resto dell'Ufficio.

A questo punto tutti si domandano se non sia il caso di rivedere dette competenze ed in particolare se rendendo le varie specialità organiche alle Questure non si possa sperare in un recupero di funzionalità, ormai perduto.

Un solo dato di esempio: la Sezione Polizia Stradale di Cagliari (quindi non le UU.OO.DD.) non riesce a fare pattuglie da settimane. I turni interni e le varie necessità operative vengono assicurate dalla quasi totalità del personale c.d. "burocratico", che manca poco a ruotare in 5^. Non è nemmeno possibile, con 37 uomini in organico, compresi i malati di lungo corso, le persone distaccate ad altri uffici o per corsi vari, pensare di ottimizzare ulteriormente le risorse più di quanto non sia stato finora fatto o di sguarnire gli uffici per troppo tempo senza subire contraccolpi seri alla regolarità dell'attività burocratica.

Le cose non cambiano per la Polizia Postale, che a fronte di un organico già di per sé scarno si trova oggi a dover affrontare sempre crescenti esigenze investigative specialistiche in materia di reati infornatici. Tra l'altro sarebbe da riconsiderare l'accezione "Polizia Postale", ormai priva di significato se non fosse che per dare contenuto alla convenzione vengono garantiti rari servizi di pattuglia antirapina. 

E non attraversa migliore sorte la Polizia Ferroviaria, sulle cui competenze e sulla carenza di organico c'è ormai da stendere un velo pietoso.

Ad ogni modo non ci resta che chiedere a gran voce una inversione di tendenza che ridia smalto alla Polizia di Stato, prima ancora di arrivare all'eutanasia, che vedrebbe avvantaggiarsi, certamente altre forze di polizia in danno della Polizia di Stato.  È giunto il momento di studiare una soluzione alternativa allo status quo, più moderna e funzionale alle nuove esigenze, nonché scevra da interessi di "bottega" e che restituisca fiducia al personale, sempre più demotivato, mortificato e stanco.

Con fiducia,

Il Segretario Generale Provinciale

Giuseppe Pilichi