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Coisp, il silenzio su contratto e riordino! Polizia sul piede di guerra
I poliziotti nuovamente 'sul piede di guerra' per le mancate risposte del governo sulle vertenze aperte per quanto riguarda le risorse economiche disponibili per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (per il biennio economico 2008-2009), per la specificita' lavorativa e per il riordino delle carriere e la previdenza complementare...
POLIZIOTTI DI NUOVO SU PIEDE GUERRA. PRONTI A MOBILITAZIONE
SICUREZZA: POLIZIOTTI DI NUOVO SU PIEDE GUERRA. PRONTI A MOBILITAZIONE (ASCA) - Roma, 3 mar - I poliziotti nuovamente 'sul piede di guerra' per le mancate risposte del governo sulle vertenze aperte per quanto riguarda le risorse economiche disponibili per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro (per il biennio economico 2008-2009), per la specificita' lavorativa e per il riordino delle carriere e la previdenza complementare. Tutti nodi ancora aperti mentre una 'tregua' sindacale era stata raggiunta dopo la grande manifestazione a Roma dell'ottobre scorso che aveva visto, per la prima volta, sfilare in una manifestazione almeno 40 mila poliziotti. Le maggiori sigle sindacali della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Siap, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato e Coisp) hanno denunciato oggi in una lettera inviata allo stesso Ministro dell'Interno, Roberto Maroni ''viva preoccupazione per la prolungata assenza di comunicazioni'' da parte dell'esecutivo sulle questioni contrattuale ancora aperte. Gia' nei giorni scorsi lo stesso sindacato che riunisce i funzionari di polizia (Anfp) aveva denunciato il blocco degli straordinari per le forze di polizia. Il rischio, scrivono oggi i maggiori sindacati di polizia e' che ''si voglia tornare ad un sistema di relazioni sindacali conflittuale alimentato da azioni e manifestazioni di protesta contro le politiche del Governo per la mancata realizzazione degli impegni e l'assenza di risposte alle legittime aspettative dei poliziotti, specie in una fase come quella pre elettorale che richiederebbe, invece, il massimo dello sforzo e dell'impegno concreto per guadagnarsi la fiducia e la credibilita' istituzionale in una fase difficile e delicata per il Paese che richiedera' solidarieta', coesione ed un aggravio dei carichi di lavoro che ricadra', ancora una volta, sulle forze dell'ordine''. ''Ci chiediamo e le chiediamo - scrivono i sindacati a Maroni - di conoscere le ragioni di simili scelte e se onestamente i poliziotti si meritino una tale considerazione da parte del Governo. Noi abbiamo sempre privilegiato il dialogo, la lealta' e la correttezza nei rapporti, ma se necessario - si conclude - sappiamo anche difendere i nostri diritti in altro modo e con altre forme di lotta''. gc/mcc/ss 031722 MAR 10 NNNN
SICUREZZA:SINDACATI PS A MARONI,SILENZIO SU CONTRATTO DOPO INCONTRO 12 GENNAIO NESSUNA NOVITA' DA MINISTRO (ANSA) - ROMA, 3 MAR - I sindacati di polizia scrivono al ministro dell'Interno, Maroni, lamentando ''l'assenza di risposte alle ''legittime aspettative dei poliziotti'' per quanto riguarda il rinnovo del contratto collettivo di lavoro per il comparto Sicurezza e Difesa. Dopo l'incontro avuto con il ministro il 12 gennaio scorso, rilevano nella lettera Sap, Siulp, Silp Cgil, Ugl, Coisp e Siap, ''avevamo nutrito un cauto ottimismo per il prosieguo del confronto. In quell'occasione il ministro, riferiscono i sindacati ''nel condividere l'insufficienza di risorse, si era assunto l'onere di chiedere all'intero Governo un serio e sostanziale ripensamento sulle risorse economiche da destinare agli operatori della sicurezza da reperire dal Fondo Unico di Giustizia e dalle entrate dello Scudo Fiscale''. ''Da quel 12 gennaio non Š pervenuta pi— alcuna comunicazione -sottolinea il 'cartello' sindacale - e il rischio è che si voglia tornare ad un sistema di relazioni sindacali conflittuale alimentato da azioni e manifestazioni di protesta contro le politiche del Governo per la mancata realizzazione degli impegni e l'assenza di risposte ai poliziotti,specie in una fase come quella pre elettorale che richiederebbe, invece, il massimo dello sforzo e dell'impegno concreto per guadagnarsi la fiducia e la credibilità istituzionale in una fase difficile e delicata per il Paese che richiederà solidarietà, coesione ed un aggravio dei carichi di lavoro che ricadrà, ancora una volta, sulle forze dell'ordine''. ''Abbiamo sempre privilegiato il dialogo, la lealtà e la correttezza nei rapporti - concludono i sindacati - ma se necessario, sappiamo anche difendere i nostri diritti in altro modo e con altre forme di lotta''. (ANSA). AU 03-MAR-10 17:50 NNN